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Scudetto 1914-15: che dobbiamo fare per avere una risposta?

Sto scudetto non s'ha da fare?

Sto scudetto non s'ha da fare?

Avv. Mignogna a Radio6: “Le carte le hanno, non possiamo aspettare in eterno”

Sono ormai più di due anni che stiamo andando avanti con la rivendicazione di questo scudetto. Fino all’estate scorsa tutto era filato liscio con una progressione inarrestabile, da agosto 2016 invece dalla FIGC è calato un silenzio che sta cominciando a fare rumore. Se non vado errato a marzo-aprile 2016 ci fu la nomina della Commissione dei Saggi, ho depositato i nostri Dossier in Federazione e poi c’è stato il parere positivo di tale Commissione che ha ritenuto giusta l’attribuzione ex aequo dello scudetto 1915 a Genoa e Lazio. Il 20 luglio 2016 Tavecchio espresse alcune perplessità sulle competenze a decidere, ma poi il 4 agosto successivo lui stesso affermò che tale competenza sarebbe stata del Consiglio Federale. Da allora non ci sono più state comunicazioni federali, probabilmente a causa del semestre bianco di presidenza Tavecchio che ha poi portato al suo secondo mandato. Dopodiché sono cominciate le varie frizioni tra gli organi istituzionali cui tutti da mesi stiamo assistendo, con la Lega Serie A che è stata commissariata e quella di B che risulta tuttora priva di presidenza e rischia lo stesso trattamento. Comprendiamo benissimo queste problematiche, ma certamente almeno un commento, un punto della situazione ce lo saremmo aspettato. Noi nutriamo ancora fiducia nelle istituzioni, ma non vorrei che questi attriti alla fine si consumassero sulla pelle dei tifosi della Lazio.

Ecco il commento dell'avvocato Mignogna sul possibile sit-in in via Allegri: “Dal punto di vista procedurale e probatorio noi stiamo a postissimo, abbiamo presentato tutte le carte e l’istruttoria è assolutamente completa, comprovante ed in regola. Non possiamo aspettare in eterno. Con la rielezione di Tavecchio evidentemente qualche equilibrio in seno alla FIGC è cambiato, ma se la politica dovesse prevalere sul diritto faremo le nostre valutazioni e cercheremo di organizzare un sit-in davanti alla sede della FIGC per dimostrare che noi tifosi laziali teniamo allo scudetto del 1915, alle nostre ragioni giuridico/sportive ed alla storia della società biancazzurra. Io e tutto il comitato promotore non siamo contrari al fatto che la FIGC affronti gli eventuali altri casi controversi del calcio italiano, certo è però che il caso della Lazio 1914/15 rimane unico nel suo genere, perché si trattò di un campionato sospeso a causa degli eventi bellici in cui il titolo fu assegnato postumo al Genoa con tutta una serie di anomalie ed irregolarità: il provvedimento di assegnazione infatti non esiste e in pratica si è trattato di un’autoassegnazione. Ritengo che la Lazio debba assolutamente avere la precedenza, non credo sia giusto inserirla una sorta di sanatoria globale con eventuali altri contenziosi. Peraltro noi abbiamo già completato tutto l’iter, mentre altri club l’inizierebbero solo ora e non so nemmeno su quali basi. Non voglio entrare nel merito delle faccende altrui, ma se si cominciasse a riparlare del titolo del 1944 posso dire che sul quel campionato anche la Lazio avrebbe qualcosa da recriminare. Non appena il Consiglio Federale sarà stato reintegrato la questione deve assolutamente finire sul tavolo, non può passare altro tempo senza motivazioni specifiche. Anche perché poi le fazioni oppositrici ne approfitterebbero per cercare di metterci ancora i bastoni tra le ruote. Nessun timore, per carità. Non temiamo niente e nessuno, tant’è che siamo sempre riusciti a respingere ogni tentativo di sabotaggio. Ma col passare del tempo l’attesa diventa sempre più estenuante, entro la fine dell’anno o anche prima bisogna arrivare alla resa dei conti. Non smetterò di esercitare il ruolo di pompiere ma anche la mia pazienza ha un limite, da settembre in poi ci aspettiamo qualche sviluppo importante. Tengo comunque a precisare che la mia è stata una chiamata alle armi puramente simbolica, il sit-in che abbiamo in mente di organizzare sarebbe assolutamente pacifico e di rappresentanza. Peraltro in passato i tifosi della Lazio hanno sempre dimostrato di sapersi comportare, di essere innamorati della loro squadra e di poterla difendere con un affetto corretto, leale e spassionato. Noi comunque andremo avanti sempre più determinati, non molleremo mai di un centimetro”.

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